Quando gli amici di Genius Loci mi hanno contattato proponendomi la possibilità di postare un’ultima immagine sul gruppo, in occasione della chiusura del progetto, sono rimasto tristemente sorpreso. Sebbene non sia riuscito ad essere più parte del gruppo per via del sempre minor tempo a disposizione ho sempre continuato a seguire il progetto con interesse. Genius Loci è stato uno degli pochi ultimi luoghi virtuali dove poter vedere, leggere e discutere di vera fotografia naturalistica. La sua chiusura è un ulteriore tassello nel mosaico che disegna, a mio parere, il tramonto di questa magnifica disciplina, per lo meno per come io l’ho sempre intesa. Questa affermazione potrebbe risultare sorprendente, considerando quante persone oggi di dedicano alla fotografia in natura. In realtà, purtroppo, non lo è affatto.
Per me fare fotografia naturalistica è raccontare la bellezza e l’unicità della natura a coloro che non hanno la sensibilità, oppure i mezzi ed il tempo, di coglierne le infinite meraviglie. Riuscire a trasmettere alle persone “comuni” il concetto che magari, nelle montagne a due ore da casa, c’è un universo che va conosciuto, amato e protetto è un grande risultato che vale più dei premi vinti in un concorso internazionale. Purtroppo oggi la maggior parte delle persone che praticano fotografia in natura non si cimentano nel ritrarre la complessità di un territorio poco noto ma preferiscono soffermarsi sul proprio ego, mostrandoci a “loop infinito” le medesime immagini che hanno un sicuro effetto “wow” sul chi le guarda.
Siamo inondati e rimbambiti da mirabolanti prodotti di tecnici della fotografia (e della computer grafica) sparati a raffica sui social media, proposti per lo più con l’intento di vendere qualcosa. D’altra parte, in un meccanismo ove chi urla di più viene premiato, ha poco senso spingere l’osservatore alla riflessione. Genius Loci è stato oasi felice, sinora. Ora purtroppo anche quest’oasi sta per chiudere. In realtà, e per fortuna, oltre agli amici di Genius Loci, ci sono in giro ancora tanti bravi fotografi, guidati da vera e sincera passione. Queste persone, se fossero messe in condizione, potrebbero offrire un valore enorme, in termini di spunti di riflessione e conoscenza, alle nostre società. Le quali ne avrebbero veramente tanto bisogno, oggi più che mai.

Ma, da soli, non si fa nulla.

A mio parere solo una forte associazione di categoria, spinta da passione autentica, potrebbe aiutare a trovare i mezzi per chi vuol far fotografia in un certo modo. Fotografi che non sanno o non vogliono urlare, ma preferiscono sussurrare le infinite sfumature di un bene comune (la natura) che è sempre più minacciata e poco considerata. Concludo dedicando a Genius Loci questa immagine di un tramonto autunnale, scattata da una vetta dell’Appennino meridionale in compagnia di due cari amici.

- © Vincenzo Mazza, all rights reserved.

Parco Nazionale del Pollino, DSLR, 70-200/4 @200mm, f.5.6, 57 s, ISO 100

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