Alla luce • Exposed

Terre sconsacrate

La carcassa era adagiata al limitare del bagnasciuga, mentre un assembramento di persone veniva contenuto a fatica da agenti della polizia municipale e della Capitaneria di Porto. Un maschio di balena comune della lunghezza di circa 15 metri giaceva in pochi decimetri d’acqua.
Siamo a Lido di Camaiore in provincia di Lucca, lungo un tratto di costa prospiciente il cosiddetto “Santuario dei cetacei” istituito nel 1999 con l’intento di tutelare un tratto di mare tra coste francesi, liguri, corse, toscane e sarde in cui la concentrazione di questi mammiferi marini risulta particolarmente rilevante. Un’area di rispetto che, pur esistendo a livello istituzionale, risulta ad oggi ancora in attesa di una concreta regolamentazione delle attività antropiche che insistono sulla zona: da quelle legate ai grandi porti commerciali come Livorno e Genova a quelle connesse al porto militare di La Spezia; dalla diffusa navigazione da diporto all’intensa attività delle flotte di pescherecci, all’inquinamento legato ai numerosi insediamenti civili e industriali dislocati lungo le coste.
Qualcuno pone domande ai pubblici ufficiali sulle cause della morte del cetaceo e la risposta “probabilmente una forma di morbillo” riesce a tacitare la coscienza di molti. Non importa che sia evidente una ferita dorso-ventrale dietro la pinna dorsale con fuoriuscita di organi. Chiedo di potermi avvicinare per documentare la ferita sul corpo dell’animale e l’espressione fino a quel momento vaga e rassegnata degli agenti si trasforma in “educata fermezza”: è impossibile avvicinarsi.
Penso allora alle migliaia di imbarcazioni mercantili che solcano giorno e notte queste acque, alle navi veloci per il trasporto passeggeri, alle esercitazioni militari effettuate con regolarità dai mezzi della Marina con l’impiego di potentissimi sonar, ai dati sull’inquinamento chimico emersi dai rilievi effettuati in tempi recenti da fonti non governative (Greenpeace) che risultano particolarmente critici al largo delle coste liguri e toscane, con presenza accertata di metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e composti organici volatili. Non si muore di solo morbillo in queste acque.
Mi guardo intorno e osservo sconcertato un gran numero di persone che, assecondando la moda del momento, scattano selfie con il cadavere della balena sullo sfondo. Qualcuno di loro persino si sbraccia per assumere ridicole pose…
Torno a casa con il cuore pesante.

Luigi Piccirilloluigipiccirillo.com

4 Responses to Luigi Piccirillo • Terre sconsacrate

  • Luca Corbani

    Buongiorno Luigi,
    complimenti a tutti per il vostro lavoro e per questa nuova sezione che, leggo, aperta a contributi esterni.
    A questo proposito vorrei chiedere quali sono le modalità per l’invio di testi e foto.
    Grazie
    Un saluto
    Luca Corbani

  • Riccardo Rimondi

    Buongiorno Luca,
    grazie per la risposta e l’interessamento, puoi contattarci all’indirizzo info@geniusloci.photo

    Riccardo

  • Roberto

    Tanti anni fa conobbi una persona che asseriva che “Per fortuna l’ intelligenza non si può acquistare, altrimenti lo saremmo tutti”, oggi mi permetto di dire l’ esatto contrario perché se ci fosse meno superficialità ed ignoranza forse qualcosa potrebbe cambiare, ma nel nostro bel paese i media hanno ormai lobotomizzato una buona parte del popolo.

  • adolfo mellone

    Bellissima e terribile foto, complimenti……però…….meglio battigia, eh ? :-)))

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