Alla luce • Exposed

Pubblichiamo volentieri un intervento di Gaetano de Persiis, appassionato naturalista della prima ora nonché esperto conoscitore (genius loci, appunto) della più grande emergenza naturalistica del suo territorio di residenza e cioé i monti Ernici, nel Lazio sud-orientale. Gaetano de Persiis ha appena ultimato un lungo lavoro sfociato in un volume fotografico dedicato all’orso, che qui presenta. I proventi delle vendite andranno interamente all’Associazione Salviamo l’Orso onlus.
Abbiamo scelto di esporre l’operazione nella nostra personale “vetrina” perché crediamo che vada incontro alla nostra idea di buona fotografia naturalistica. L’interesse che oggi gravita intorno a questa nostra passione, infatti, anche ben al di fuori della solita cerchia di storici appassionati naturalisti, può e deve essere messo a frutto per raccogliere risorse anche materiali per la conservazione.

Un libro sull’orso… per l’orso

Giudichereste bizzarro innamorarsi di un orso?
Ebbene, può accadere. Anzi, vi dirò che a me è accaduto. E aggiungerò che è un amore razionale, tutt’altro che viscerale, anche se a volte mi piace dipingerlo con toni romantici.

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Del resto, sono fra quelli che, come Hermann Hesse: “…Ogni volta che riesco a vivere in sintonia con un frammento di natura grazie all’occhio o un altro senso, ogni volta che sono da essa attirato e incantato aprendomi per un attimo alla sua esistenza e alla sua rivelazione, allora dimentico -in quello stesso istante- tutto l’avido, cieco mondo delle umane ristrettezze, e, invece di pensare o di impartire ordini, invece di conquistare o di sfruttare, di combattere o di organizzare, in quell’istante non faccio altro che “stupirmi”, come Goethe; e con questo stupore non sono solo divenuto fratello di Goethe e di tutti gli altri poeti e saggi; no, sono anche il fratello di tutto ciò che ammiro e sperimento come mondo vivente: della farfalla, dello scarabeo, della nuvola, del fiume e dei monti – dell’orso, aggiungo io. Perché, lungo il cammino dello stupore, sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura dice a ogni altra: «Quello sei tu, Tat twam asi“.

Fin da quando ho avuto modo di conoscerlo, e quindi di amarlo, ho compreso che ogni sacrificio, ogni sforzo debba essere fatto per consentire a questo “nemico” sconfitto, anche se innocente, di rimanere nelle sue terre e di prosperare: è per noi un imperativo, se vorremo meritare e godere quella condizione di “civiltà” conseguita anche a sue spese.

Del nostro orso dell’Appennino – ormai lo sappiamo con certezza – rimangono soltanto una cinquantina d’individui, perlopiù concentrati all’interno del PNALM con una densità di ben 38,8 orsi per 1000 kmq. Ebbene, quella densità è valutabile, per la specie, fra le maggiori conosciute nell’intero ambito internazionale. Il che, fra l’altro, certifica l’esigenza di favorire, in ogni possibile modo, l’ampliamento dell’attuale areale del nostro orso per far sì che torni ad abitare i vecchi territori, che è stato costretto ad abbandonare per l’invadenza ed il gretto egoismo della specie umana.

Negli anni, l’orso mi ha offerto molte occasioni di osservarlo in natura, nel Parco d’Abruzzo ma, forse più spesso, anche sui versanti laziali al di fuori dell’area protetta. Ho trascorso albe e crepuscoli nella mistica tensione che l’attesa dell’orso induce nell’animo e rende indelebile il ricordo del fortunato incontro. Freddo, nebbia, pioggia, lunghi tragitti, ripide ascese, interminabili attese e poi… il premio! Eccolo lì, l’orso, incarnazione forte e fragile, allo stesso tempo, della Natura primigenia, della Grande Madre di cui tutti insieme siamo figli. Pochi momenti vissuti con solenne intensità, perché mi auguravo sempre che quella fugace visione potesse ripetersi mille e mille volte ancora… ma sapevo bene che poteva essere l’ultima!

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Momenti condivisi con i miei figli Max e Francesco, ma anche con pochi altri compagni fidati. Uno di loro, Francesco (un altro Francesco), è all’origine del libro di cui sto per parlarvi. Fu lui, a fine luglio del 2012, ad avere il fortunato incontro con il giovane orso, che chiamammo Ernico perché sui Monti Ernici si era manifestato: a testimonianza di quell’incontro, realizzò molte immagini, che, insieme ad altre, mise generosamente a disposizione mia e dell’associazione Salviamo l’Orso. Seguimmo per mesi i movimenti del nostro nuovo amico e l’inevitabile conseguenza fu che il mio innamoramento si riversò proprio su lui, su Ernico. L’avvenimento m’indusse ad immedesimarmi nella sua giovane storia, nella storia ancestrale della sua stirpe, nelle mille difficoltà quotidianamente affrontate … nelle mille indomite volontà e speranze che il suo istinto gl’infondeva nello spirito e nell’intelligenza.

Da quell’incontro è nata l’idea di un libro su di lui, sulla sua vita e, attraverso quella, sulla vita di tutti gli orsi dell’Appennino. Avevo l’opportunità di proporre anche molte altre immagini mie e dei miei figli, tutte ottenute in natura (solo sette realizzate in condizioni controllate) e relative a diversi momenti della vita dei nostri orsi e del loro ambiente naturale. Erano (anzi, sono) tutte immagini che ritraggono soggetti del tutto tranquilli, intenti nelle loro attività quotidiane, per niente consapevoli della nostra presenza e nemmeno turbati dal sospetto che qualcuno li potesse osservare, a riprova dell’estremo rigore delle scelte fatte. Orari, tempi, luoghi e modalità degli approcci sono stati scelti avendo come primo “obiettivo” non un 500mm (come verrebbe scherzosamente subito da pensare), ma soprattutto quello di non recare il benché minimo disturbo a queste possenti, ma per altri versi fragilissime creature.



Da quell’idea è nato immediatamente il pensiero di coinvolgere nel progetto Stefano Orlandini, Presidente dell’associazione Salviamo l’Orso Onlus, di cui faccio parte e che tante energie ed entusiasmi ha profuso e profonde in molteplici azioni di conservazione dell’orso bruno marsicano, anche nell’intento di supplire alle troppe carenze ed omissioni delle amministrazioni pubbliche, piuttosto latitanti nel portare a compimento gli impegni presi con il PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano). Tutti i proventi derivati dalla diffusione del libro saranno interamente devoluti dall’associazione stessa, che sostiene le spese di stampa, alla realizzazione di progetti di conservazione dell’orso dell’Appennino. Per questo motivo non sarà distribuito nelle librerie.

Per coronare l’avvio del progetto, infine, oltre al coinvolgimento di altre importanti e qualificate persone ed istituzioni, è stata determinante l’entusiastica adesione di Paolo Ciucci, zoologo dell’Università La Sapienza e grande esperto degli orsi appenninici, che, nell’ampia sua introduzione al volume, descrive con accuratezza e passione la situazione critica dell’orso bruno marsicano, l’orso più raro del mondo.

Gli elementi ci sono tutti. Cos’altro manca? Nulla: siamo soltanto in attesa di un’adesione sollecita ed entusiastica a questa iniziativa, che, è utile ribadirlo, gioverà interamente ed unicamente all’orso ed al suo futuro, attraverso l’attuazione di misure concrete in suo favore. Ora attendiamo il contributo di tutti gli amici dell’orso. E la ricompensa per me quale sarà? L’ha già individuata una persona che so non essere particolarmente incline a sentimentalismi: proprio per questo l’ho molto apprezzata. In una breve e-mail, mi ha recentemente scritto: “Il tuo sogno è quindi diventato realtà… sono certo che Ernico sarà assolutamente deliziato dall’idea di essere diventato famoso in terra di uomini grazie al tuo obiettivo nascosto! Cosa più importante, te ne sarà riconoscente, per sempre”.

Il tele…obiettivo che ha immortalato Ernico non è il mio, ma l’obiettivo di essere utile a lui ed alla sua stirpe, attraverso la mia storia fotografica, è proprio mio… e tanto mi basta.

Gaetano de Persiis
Per informazioni e modalità d’acquisto:
www.salviamolorso.it/portfolio-items/ernico/

2 Responses to Gaetano de Persiis • Un libro sull’orso… per l’orso

  • marco spada

    La passione per l’orso e per l’ambiente appenninico ci accomuna. Ho già ordinato il libro che aspetto per la fine dell’anno. Bellissime immagini!

  • maurodamore

    Da quello che vedo nella tua presentazione del tuo libro non posso che farti i miei Complimenti , anche io da molti anni faccio ricerca sul nostro orso bruno marsicano (vedi il mio sito) Mauro D’amore ,ciao

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